sabato 21 domenica 22 ottobre

Ridracoli-Foresta della Lama-Riserva di Sasso Fratino

(Appennino)


La riserva integrale di Sasso Fratino, è la prima riserva integrale istituit in Italia, nel 1977, e rappresenta un raro esempio di biodiversità. Vi sono esemplari di faggio risalenti a 400-550 anni fa. La foresta della Lama, ai piedi del versante roccioso Romagnolo, è una radura da dove parte il confine della riserva. Un ambiente fantastico da scoprire, specialmente in questo periodo, dove i colori dell’autunno la rendono ancora più magica. Arriveremo alla foresta partendo da Ridracoli e percorrendo il sentiero che costeggia l’invason della diga. Arrivati a la Lama, voltandoci verso la diga, avremo una vista tra le più suggestive dell’Appennino.

Nel nostro percorso di avvicinamento potremo notare alcuni aspetti geomorfologici caratteristici di questa zona: la valle del Bidente è caratterizzata dalla formazione marnoso arenacea, stratificazioni rocciose risalenti al Miocene (27 milioni di anni fa) formatesi da deposizioni sedimentarie marine formate dall’alternanza di strati di arenaria e di marna. L’argilla, che è il costituente fondamentale delle marne ed in parte dell’arenaria, essendo impermeabile, ha determinato un forte scorrimento superficiale dell’acqua, accentuando l’erosione e disegnando l’aspetto aspro di questi monti.

Sul versante toscano prevale la formazione geologica del macigno, costituita da banchi di arenaria alternati a scisti argillosi e marne grigie. Imponenti banchi di arenaria affiorano sul crinale (monte Falterona).

La fauna locale è composta dal lupo, unico superstite dei grossi predatori che un tempo popolavano la zona (orsi e linci) e da ben 5 specie di ungulati: cinghiali, cervi, caprioli (autoctoni), daino e muflone (alloctono).

Si trovano poi la lepre, la volpe, l’aquila reale, la trota ed il gambero di fiume, quest’ultimo a testimonianza della purezza dell’acqua di fiumi e torrenti.

Il Parco è coperto il larga parte da abetine secolari, boschi di faggio e acero montano, frassini, olmi, tigli, tassi e agrifogli. Oltre alla vegetazione della fascia montana, sono ben rappresentate tutte le tipologie di bosco della sottostante fascia: carpino nero, cerri e roverelle, castagneti.

Le specie erbacee finora censite sono oltre 1000: da citare anemoni, sassifraga, mirtillo rosso, specie legate alle alte montagne e testimoni del periodo glaciale.

Il pernottamento è previsto al rifugio Città di Forlì.


Direttore gita: AE – Stefano Aravecchia

Posti disponibili: 20

Data termine iscrizioni: 18 ottobre 2017

Difficoltà: E

Trasporto: Auto

Partenza: Ore 7.00 sede C.A.I.

Per info: Sede CAI Modena

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